2300 miglia contro la crisi: con il camper Eccles nel Sahara

2300 miglia contro la crisi: con il camper Eccles nel Sahara

All'inizio degli anni Trenta, il mondo è nella morsa della Grande Depressione. In Gran Bretagna la gente resta a casa, risparmia e aspetta. E poi una coppia del Nottinghamshire si mette in viaggio, percorrendo 2.300 miglia in una Chevrolet e in un camper Eccles, fin dentro il Sahara. Nessuna spedizione in missione. Nessuna protesta. Solo una decisione.

Mentre molte famiglie britanniche riducevano le loro vacanze al minimo - magari qualche giorno a Blackpool - i Fuller impacchettarono la loro casa su ruote e si diressero a sud. All'epoca le roulotte Eccles erano appena state costruite a Birmingham. Il caravaning non era una tendenza del tempo libero. Era riservato agli ambienti ricchi ed era espressione della modernità tecnica. La mobilità come lusso.

Il percorso si snodava da Dover attraverso la Francia, proseguendo in nave verso il Nord Africa, fino ad Algeri e al Sahara. 2.300 miglia - circa 3.600 chilometri - in un'epoca in cui le infrastrutture erano frammentarie, le mappe imprecise e le officine rare.

Un centinaio di fotografie documentano il viaggio. Rimaste inosservate in una scatola per decenni, sono state scoperte durante lo sgombero di una casa a Nottingham e successivamente messe all'asta nel Regno Unito. Il banditore Charles Hanson ha definito il ritrovamento straordinario, una finestra su un'epoca in cui viaggiare era una scelta e un rischio.

Le immagini mostrano la carrozza nel porto di Dover, mentre viene caricata su una nave, su strade polverose in Francia e in Nord Africa. A Bordeaux, un prete benedice la carovana. In seguito, vediamo accampamenti improvvisati, incontri con la gente del posto, il montaggio di una tenda per la cameriera in viaggio mentre i Fuller passano la notte nel camper.

Non si tratta di immagini drammatiche. Nessuna messa in scena del pericolo. Sono istantanee di cose date per scontate.

Bisogna immaginare le condizioni: nessun navigatore satellitare, quasi nessuna strada sicura, pochi pezzi di ricambio, tensioni politiche nelle regioni colonizzate. Ogni guasto poteva costare giorni. Ogni frontiera comportava l'espletamento di pratiche burocratiche. Eppure nulla nelle foto sembra affrettato.

Forse si trattava di una fuga dalla reclusione economica. Forse una sfida. Forse semplicemente curiosità. I Fuller tornarono sani e salvi. Con un souvenir insolito: una scimmia che fu poi fotografata nel loro giardino inglese - una scena che sembra quasi surreale. Deserto e prato di periferia nello stesso album.

Immagini

Il venditore delle foto - anonimo - non sapeva quasi nulla della coppia. Gli album appartenevano a un parente novantaduenne di Nottingham e sono stati ritrovati solo durante lo sgombero della casa. I nomi scompaiono. Le immagini rimangono.

Ed ecco di nuovo quella decisione.

Quella di partire mentre gli altri stavano fermi.

OLLI - UNA VITA. VIVILA.


P.S.
La prima roulotte itinerante fu
costruitanel 1884 dal dottor William Stables, la cui versione nera e oro gli permise di vivere come uno "zingaro gentiluomo".

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